La nascita di Uni Ter Arese

La storia

La Genesi dell'UNI TER

L'origine

Comunicato stampa

a cura di Paola Toniolo
Novembre 2021

Statuto

Uni Ter
Maggio 2019

Attività e statistiche

24° Anno Accademico
Giugno 2021

Elenco Convenzioni

Uni Ter
Ottobre 2021

Cariche Sociali

Uni Ter
Gennaio 2019

Soci fondatori

Uni Ter
Ottobre 2013

Vademecum

Uni Ter
Settembre 2019

Bilancio Sociale

a cura di Salvatore Cangemi
Maggio 2016
La storia

La nascita di Uni Ter Arese

Negli anni precedenti al 1997 era diffusa fra gli aresini l'abitudine di frequentare la ben avviata UTE di Rho, ma nell'ottobre del 1997 un gruppo di 10 volonterosi si è costituito ad Associazione con la finalità di fornire a costo zero cultura ed attività collaterali nel più puro sprito del volontariato utilizzando le abbondanti risorse umane e culturali presenti sul territorio aresino.

Da allora abbiamo confermato la validità della formula che, per quanto potesse sembrare utopistica, si è dimostrata vincente. Il numero dei partecipanti e quello delle attività è cresciuto costantemente, e ci auguriamo che l'apporto di idee sempre nuove, di nuovi soci e di nuovi collaboratori, ci consenta di raggiungere il secondo decennale di vita della nostra Associazione.

Sin dal 1998 Uni Ter ha inoltre ottenuto il patrocinio del Comune di Arese con le cui Amministrazioni è nata e continua una proficua collaborazione.

Quella che segue è la copia dell'Atto Costitutivo della nostra associazione

Le origini

La Genesi dell'UNI TER

A cura di Salvatore Cangemi

Probabilmente molti, tra i soci della nostra Associazione, sanno che l’Uniter è nata ufficialmente il 15 ottobre 1997, con la firma dell’Atto Costitutivo da parte dei soci fondatori, che sono stati anche, per i successivi due anni, i componenti de Consiglio Direttivo, che allora, in base allo Statuto vigente, si chiamava Comitato Promotore. Con me, Presidente, c’erano Laura Cannella Clamer, Vice Presidente, Alessandro Rampichini, Segretario, Giampiero Dell’acqua, Tesoriere, e Max Albano, Alberto Banal, Vittorio Mucci, Giorgio Schinelli, Emilio Tacconi e Lionello Turrini. Questa è la scheda di nascita dell’Uniter e da quella data comincia la nostra storia.

Pochi però sanno quale è stata la lunga e impegnativa gestazione di quella nascita e credo che valga la pena di raccontarla, dopo oltre venti anni, almeno a futura memoria. Essa è iniziata oltre tre anni prima, e precisamente nell’aprile del 1994 quando, al termine della mia attività lavorativa, mi sono ritrovato in una Arese povera di iniziative culturali e di momenti socializzanti, una specie di “città dormitorio”, impostata su una serie di villaggi residenziali concentrati su sè stessi, con scarsa comunicazione tra loro, e tributarie della vicina metropoli sia sotto l’aspetto lavorativo (soprattutto dopo la progressiva riduzione dell’attività dell’Alfa Romeo a seguito del suo assorbimento nella Fiat) che sotto quello culturale.

Questa situazione, di cui ero cosciente fin da prima di lasciare il lavoro, mi aveva indotto a pensare che per risvegliare la nostra città sarebbe stato utile creare qualcosa che la aiutasse a prendere coscienza di essere ormai matura per diventare una “comunità” degna di questo nome, dotata di attività culturali e di iniziative socializzanti adeguate a tale nuova realtà. “Qualcosa” va bene, ma cosa? Ecco l’idea: una Università della Terza Età, come quelle che recentemente erano sorte a Milano e nei nostri dintorni, anche in città vicine ad Arese come, ad esempio,Rho.

A Rho, da alcuni anni, esisteva l’ULTE (Università Libera della Terza Età), diretta dal Presidente prof. Fernando Meda e animata soprattutto dalla Vice Presidente prof. Bruna Montessori (nipote della celebre pedagogista Maria Montessori), vera colonna portante dell’Associazione, per la quale operava sia come docente dei corsi di Letteratura italiana, sia come conferenziera su vari temi di attualità. Tra i frequentatori dell’ULTE, provenienti, oltre che da Rho, da vari paesi della zona, c’era anche un nutrito manipolo di aresini, all’incirca un centinaio.

Io ho iniziato a frequentare le conferenze e i corsi dell’ULTE nell’ottobre del 1994, sia per conoscerne l’organizzazione e il funzionamento, sia per avvicinare i colleghi aresini e saggiarne la disponibilità a collaborare nella creazione di una analoga istituzione ad Arese. Sin dall’inizio, una volta approfondita la conoscenza del dirigenti dell’ULTE, non ho esitato a informarli delle mie intenzioni in proposito e a chiedere, per quanto possibile, la loro collaborazione. All’inizio, Meda e Montessori, pur con molta cortesia, hanno mostrato una certa ostilità verso i miei propositi, anche perché l’idea di perdere una quota qualificata di un centinaio di soci, in un contesto complessivo di circa quattrocento iscritti, non era loro molto gradita Nel corso del tre anni successivi, tuttavia, essendo nel frattempo aumentata la partecipazione degli iscritti sin verso i cinquecento soci, i dirigenti dell’ULTE, gradualmente, hanno considerato con maggiore disponibilità la mia idea e anzi, verso la primavera del 1997, come vedremo, hanno addirittura offerto la loro collaborazione alla realizzazione dell’iniziativa.

Oltre l’iniziale ostilità dei dirigenti dell’ULTE, c’erano però anche altre difficoltà da superare, come la disponibilità dell’amministrazione comunale aresina a collaborare, l’esistenza di una sede adeguata, la ricerca sul posto di docenti e di conferenzieri validi e la formazione di un primo gruppo di persone disposte a rischiare un esperimento innovativo dall’esito incerto. In quell’epoca ad Arese esistevano ancora poche organizzazioni di volontariato e la Giunta comunale, impegnata a risolvere ben altri problemi politici e amministrativi, prestava poca attenzione a questioni di questa natura. L’unico spazio associativo disponibile era quello ubicato a piano terra dell’edificio di Via Col di Lana 10 (sotto l’attuale sede del Poliambulatorio) ed era stata messa a disposizione del Gruppo Anziani, che la utilizzava soprattutto per giochi di carte e altre attività nei pomeriggi feriali.

Per iniziare a sperimentare la reazione dell’ambiente cittadino alla realizzazione dell’iniziativa che avevo in mente, nella primavera del 1995, ho provato ad organizzare ad Arese un primo ciclo di dieci conferenze su temi di attualità culturale. Per l’organizzazione mi sono avvalso anche della collaborazione di un gruppo di amici (costituito da Enzo Corsi, ex sindaco di Arese, Emilia Ferraris e Giorgio Schinelli), che mi hanno aiutato a definire il programma e a reperire i vari conferenzieri, scelti tra personaggi qualificati della zona e miei vecchi amici del periodo universitario.

Abbiamo quindi chiesto all’amministrazione comunale la disponibilità per un paio d’ore di un pomeriggio alla settimana (il mercoledì) della sede del Gruppo Anziani, i quali hanno accettato, pur con qualche mugugno, di ritardare l’inizio dei loro giochi per il tempo necessario per le conferenze, e anche diversi tra loro ne hanno approfittato per seguire, con una certa curiosità, le conferenze stesse. L’esito di questo primo esperimento è stato buono e ci ha incoraggiato a ripeterlo, con crescente successo, anche negli anni successivi, tanto più che nel frattempo l’amministrazione comunale si era rinnovata e la Giunta, presieduta dal nuovo Sindaco, Rosella Ronchi, si dimostrava più sensibile verso le esigenze del volontariato. Su nostra istanza, tra il ’96 ed il ’97, era finalmente stato messo a disposizione delle Associazioni un nuovo spazio, utilizzando allo scopo la sede della vecchia Biblioteca ubicato in Viale Resegone, opportunamente ristrutturato e denominato, appunto, Forum delle Associazioni.

Avvalendoci di tale possibilità, il ciclo delle conferenze primaverili del 1997 si era svolto nella nuova sede ed aveva dimostrato che l’interesse dei cittadini aresini era aumentato e che il tempo era finalmente maturo per procedere verso un passo ulteriore. Tra i conferenzieri del nuovo ciclo avevano voluto inserirsi anche il prof. Meda e la prof. Montessori, ormai convinti dell’ineluttabilità della creazione nella nostra città di una nuova Istituzione simile alla loro e del conseguente distacco degli aresini dall’ULTE.

La rimanente parte del ’97, ed in particolare di quell’estate, fino al fatidico 15 ottobre, fu dedicata alla stesura del primo Statuto dell’Associazione, alla ricerca, tra i personaggi più qualificati di Arese (docenti, giornalisti, professionisti, dirigenti, soprattutto quelli ormai in pensione) dei potenziali docenti e conferenzieri, ed alla selezione, tra gli ex soci aresini dell’ULTE (che si trasferirono praticamente in blocco da noi) nonché tra gli amici e i cittadini convinti della validità dell’iniziativa, di coloro che ho citato all’inizio e che, insieme a me, furono i cofondatori dell’UNI TER. Tutti gli interpellati, senza eccezioni, risposero positivamente e accettarono di collaborare con entusiasmo, ed in modo volontario e gratuito, come era previsto dallo Statuto.

Il resto, compresi i grandi problemi organizzativi e le tante difficoltà successivamente affrontati, e per trovare una sede adeguata e per far crescere in continuazione, anno dopo anno, fino ad oggi, la nostra Associazione, costituisce ormai la storia dell’UNI TER.

a cura di Paola Toniolo

Comunicato stampa

 Novembre 2021

È STATO INAUGURATO IL DIPINTO DEL LICEO

Sabato 20 novembre è stato inaugurato ufficialmente il dipinto che gli studenti del Liceo artistico Fontana di Arese - classe IV C - indirizzo figurativo - hanno realizzato nella sala più spaziosa della Casa delle associazioni nel mese di maggio scorso.

Alla presenza delle autorità comunali, della dirigente del Liceo prof. Pelella e di alcuni docenti, fra i quali la prof. Visentin che ha seguito i ragazzi nel lavoro, nonché del consiglio direttivo dell’UNI TER, si è svolta una cerimonia semplice, ma piena di momenti intensi, grazie agli apprezzamenti espressi da tutti i presenti e soprattutto al bel discorso della portavoce della classe Federica su come è stato vissuto il lavoro di gruppo e sul messaggio che i ragazzi hanno voluto lanciare con la loro opera.

Congratulazioni e belle parole di incoraggiamento sono state dette anche dalla sindaca Michela Palestra e grande emozione ha suscitato anche il video – con tanto di colonna sonora ben indovinata – preparato dagli studenti sul loro lavoro.

Un brindisi – analcolico! – finale ha degnamente concluso il piacevole incontro di chiusura di una fattiva collaborazione fra diversi enti, diverse generazioni e diverse sensibilità, che si è dimostrata vincente per la disponibilità di tutti a impegnarsi per un obiettivo comune.

ATTIVITÀ E CONFERENZE DI DICEMBRE 2021

Ben avviato ormai il nuovo anno accademico, l’UNI TER propone di già nuovi corsi per i propri soci, oltre ai tanti presenti in calendario. Uno di cultura fisica – Allenamento funzionale – che è una modalità di attività fisica che serve a migliorare le capacità motorie di coordinamento; un corso di Storia dell’architettura e dell’urbanistica e uno sull’Arte della degustazione: il vino e non solo.

Le prime due conferenze del mese di dicembre si terranno al Centro civico Agorà - via Monviso 7 - Arese, mentre quella di giovedì 16 avrà luogo presso la Casa delle associazioni, in via dei Platani, 6 - Arese. Tali incontri si terranno come sempre alle ore 15, ma solo in presenza. L’ingresso è libero con green pass.

Nella conferenza di giovedì 2 dicembre CARLO DONES parlerà di Carlo Porta, illuminista e romantico, a duecento anni dalla sua morte. Il relatore riproporrà alcuni testi famosissimi di poesia libera, che si basa sulla satira e la denuncia, del più grande poeta dialettale milanese vissuto in un’epoca di grandi sconvolgimenti storici.
Carlo Dones, ex insegnante, aresino purosangue, è appassionato cultore di Carlo Porta. All’UNI TER ha tenuto apprezzatissime e originali conferenze di letteratura italiana.

Giovedì 9 dicembre ALBERTO BANAL farà conoscere l’attuale situazione politica, economica e sociale del Paese in cui vive da tanti anni con l’incontro Il Brasile di Bolsonaro: un disastro annunciato.
Alberto Banal è giornalista e fotografo. Da quindici anni si impegna attraverso progetti, libri, articoli e mostre fotografiche a dare voce e visibilità a comunità afro-discendenti brasiliane dimenticate dalla storia e dalla società.

L’ultimo incontro del 2021 si terrà giovedì 16 dicembre e sarà dedicato all’annuale Assemblea dei soci, che quest’anno è chiamata a votare per l’elezione del consiglio direttivo.
Seguiranno gli auguri di Natale e il consueto brindisi, con un intrattenimento musicale da parte della Unit Band, che chiuderanno le attività dell’Associazione prima della sospensione natalizia prevista fino al 10 gennaio 2022.

Uni Ter

Statuto

Maggio 2019

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XXIV Anno Accademico

Attività e Statistiche

Giugno 2021

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Uni Ter

Elenco Convenzioni

Luglio 2021

L'UNI TER ha raggiunto degli accordi con negozi del circondario che concedono sconti dietro presentazione della nostra tessera di iscrizione. Se sei interessato a conoscere l'elenco di questi negozi clicca sull'immagine sottostante

Uni Ter

Cariche Sociali

Gennaio 2019

Uni Ter

Soci fondatori

Ottobre 2013

Uni Ter

Vademecum Uni Ter

Settembre 2019

Accanto all’ufficialità dello Statuto, Il Vademecum è un documento che fornisce indicazioni pratiche su regole, comportamenti e consuetudini della nostra associazione. È un documento dinamico che terrà conto della realtà in continua evoluzione arricchendosi di nuovi temi man mano che si presenteranno. Hai dei dubbi? Vuoi delucidazioni? Consultare il documento è facile: segui semplicemente l’indice degli argomenti e trova quanto ti interessa. E se hai commenti o nuovi casi da proporre scrivici. Buona consultazione!

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a cura di Salvatore Cangemi

Bilancio Sociale

Maggio 2016

cosa si intende per Bilancio sociale. Su Internet si trova la seguente definizione:

“Il bilancio sociale è un documento con il quale un’organizzazione... o un’associazione, comunica periodicamente in modo volontario gli esiti della sua attività, non limitandosi ai soli aspetti finanziari e contabili”.

Partendo da questa definizione, a noi sembra che... per una Associazione no profit sia invece particolarmente importante, sotto il profilo etico, oltre che far approvare regolarmente dai suoi soci il consuntivo dell’attività svolta ed il relativo bilancio economico, verificare, almeno ogni tanto, che la sua attività risulti in linea con le finalità sociali che persegue.

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